Pubblicata la Direttiva UE 2015/996 sui metodi comuni per la determinazione del rumore ambientale

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea della Direttiva UE 2015/996  si completa virtualmente il percorso stabilito dalla Direttiva n. 49 del 2002, in materia di determinazione e gestione del rumore ambientale.
 
Gli Stati membri sono tenuti ad utilizzare i nuovi metodi di calcolo a partire dal 31 dicembre 2018.
 
Le novità tecniche introdotte si annunciano tanto importanti quanto interessanti e prevedono, ad esempio, che per il rumore da traffico veicolare, ferroviario e industriale i calcoli siano effettuati nelle bande d’ottava da 63 Hz a 8 kHz. Da una prima lettura si evince altresì che saranno senz’altro richiesti maggiore cura ed impegno nella selezione, raccolta e definizione dei dati di ingresso dei modelli di simulazione.
 
Il campo di applicazione della Direttiva 2002/49/CE non contempla l’intero spettro di tematiche interessato dalla Legge Quadro italiana; la disposizione comunitaria, però, rispetto alla normativa nazionale rispecchia senz’altro un panorama mentale per certi versi più “maturo”, per i seguenti motivi:
1) l’azione di risanamento è vista come un impegno costante, volto al progressivo miglioramento di situazioni critiche e non come una serie di interventi spot , più o meno estesi ed importanti, esclusivamente mirati al rispetto “fiscale” di pre-determinati valori limite; si presuppone, pertanto, un coinvolgimento più responsabile dei diversi attori sociali, che, sulla base di documentati e condivisi dati conoscitivi, “negoziano” il percorso più soddisfacente ed efficiente e ne danno pubblica evidenza;
2) il quadro concettuale meglio distingue, anche se solo implicitamente, la questione squisitamente sanitaria, implicante la necessità di mitigare livelli sonori (troppo) elevati presenti in (vaste) aree di territorio dalla questione più strettamente ambientale, volta a tutelare (e promuovere) l’esistenza di aree quiete (oasi sonore).
 
Con la Legge Europea 2013 bis (L. 161/14)  è prevista un’azione di armonizzazione delle due norme, europea e nazionale, attraverso l’emenazione di uno o più decreti legislativi da parte del Governo (stato di attuazione dei lavori).
 

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