Modificato l’allegato III della Direttiva 2002/49/CE relativo ai metodi di valutazione degli effetti nocivi del rumore ambientale

Con l’approvazione della Direttiva n. 2020/367 del 4 marzo 2020 la Commissione Europea ha modificato l’allegato III della Direttiva 2002/49/CE per quanto riguarda i metodi di valutazione degli effetti dannosi del rumore ambientale.

Qui di seguito il testo appena approvato che gli Stati membri dovranno recepire nelle rispettive disposizioni legislative, regolamentari e amministrative entro il 31 dicembre 2021.

 

ALLEGATO III

METODI DI DETERMINAZIONE DEGLI EFFETTI NOCIVI

 

1.   Insieme degli effetti nocivi

Ai fini della determinazione degli effetti nocivi sono presi in considerazione:

la cardiopatia ischemica (ischaemic heart disease, IHD), corrispondente ai codici da BA40 a BA6Z della classificazione internazionale ICD-11 dell’Organizzazione mondiale della sanità;

il fastidio forte (high annoyance, HA);

i disturbi gravi del sonno (high sleep disturbance, HSD).

2.   Calcolo degli effetti nocivi

Gli effetti nocivi sono calcolati mediante una delle seguenti formule:

rischio relativo (relative risk, RR) dell’effetto nocivo, definito come segue:

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rischio assoluto (absolute risk, AR) dell’effetto nocivo, definito come segue:

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2.1   Cardiopatia ischemica

Nel calcolare il rischio relativo per quanto riguarda l’effetto nocivo di cardiopatia ischemica, e con riferimento al tasso di incidenza (i), si utilizzano le seguenti relazioni dose-effetto:

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per il rumore del traffico veicolare.

2.2   Fastidio forte

Nel calcolare il rischio assoluto per quanto riguarda l’effetto nocivo di fastidio forte si utilizzano le seguenti relazioni dose-effetto:

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per il rumore del traffico veicolare;

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per il rumore del traffico ferroviario;

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per il rumore del traffico degli aeromobili.

2.3   Disturbi gravi del sonno

Nel calcolare il rischio assoluto per quanto riguarda l’effetto nocivo di disturbi gravi del sonno si utilizzano le seguenti relazioni dose-effetto:

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per il rumore del traffico veicolare;

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per il rumore del traffico ferroviario;

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per il rumore del traffico degli aeromobili.

3.   Determinazione degli effetti nocivi

3.1   L’esposizione della popolazione è valutata in modo indipendente per ogni sorgente di rumore e per ogni effetto nocivo. Quando gli stessi individui sono esposti contemporaneamente a più sorgenti di rumore, gli effetti nocivi non devono, in generale, essere cumulati; possono però essere confrontati per determinare l’importanza relativa di ciascun rumore.

3.2   Determinazione per la cardiopatia ischemica

3.2.1.   Per quanto riguarda la cardiopatia ischemica nel caso del rumore del traffico ferroviario e degli aeromobili, si stima che la popolazione esposta a livelli Lden superiori a quelli adeguati sia esposta a un rischio maggiore di cardiopatia ischemica; non è tuttavia possibile calcolare il numero preciso N di casi.

3.2.2.   Per quanto riguarda la cardiopatia ischemica nel caso del rumore del traffico veicolare, la proporzione dei casi – nella popolazione esposta a un rischio relativo – in cui lo specifico effetto nocivo è dovuto al rumore ambientale si calcola come segue, per la sorgente di rumore x (traffico veicolare), l’effetto nocivo y (cardiopatia ischemica) e l’incidenza i:

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dove:

PAFx,y è la frazione attribuibile nella popolazione;

la serie di bande di rumorosità j è costituita di bande individuali, la cui ampiezza massima è di 5 dB (ad esempio 50-51 dB, 51-52 dB, 52-53 dB ecc. oppure 50-54 dB, 55-59 dB, 60-64 dB ecc.);

pj è la proporzione di popolazione totale P della zona presa in considerazione esposta alla j-esima banda di esposizione, alla quale è associato un dato rischio relativo di uno specifico effetto nocivo RRj,x,y . Il valore di RRj,x,y è calcolato in applicazione delle formule indicate al punto 2 del presente allegato, utilizzando il valore centrale di ciascuna banda di rumorosità (ad esempio, a seconda dei dati disponibili, 50,5 dB per la banda 50-51 dB o 52 dB per la banda 50-54 dB).

3.2.3.   Per quanto riguarda la cardiopatia ischemica nel caso del rumore del traffico veicolare, il numero totale N di casi (individui interessati dall’effetto nocivo y; numero di casi attribuibili) dovuti alla sorgente x è dunque:

Nx,y = PAFx,y,i * Iy * P (Formula 11)

per il traffico veicolare

dove:

PAFx,y,i è calcolato per l’incidenza i;

Iy è il tasso di incidenza della cardiopatia ischemica nella zona presa in considerazione, che può essere ottenuto da statistiche sanitarie relative alla regione o al paese in cui si trova la zona presa in considerazione;

P è la popolazione totale della zona presa in considerazione (somma della popolazione nelle diverse bande di rumorosità).

3.3.   Per quanto riguarda il fastidio forte e i disturbi gravi del sonno nel caso del rumore del traffico veicolare, ferroviario e degli aeromobili, il numero totale N di individui interessati dall’effetto nocivo y (numero di casi attribuibili) dovuto alla sorgente di rumore x per ogni combinazione di sorgenti x (traffico veicolare, ferroviario o degli aeromobili) e per ogni effetto nocivo y (fastidio forte, disturbi gravi del sonno) è dunque:

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dove:

ARx,y è il rischio assoluto dell’effetto nocivo pertinente (fastidio forte, disturbi gravi del sonno) calcolato in applicazione delle formule indicate al punto 2 del presente allegato, utilizzando il valore centrale di ciascuna banda di rumorosità (ad esempio, a seconda dei dati disponibili, 50,5 dB per la banda 50-51 dB o 52 dB per la banda 50-54 dB);

nj è il numero di individui esposti alla j-esima banda di esposizione.

4.   Revisioni future

Le relazioni dose-effetto introdotte dalle future revisioni del presente allegato riguarderanno in particolar modo:

la relazione tra fastidio e Lden per il rumore dell’attività industriale;

la relazione tra disturbi del sonno e Lnight per il rumore dell’attività industriale.

Se necessario, potrebbero essere presentate specifiche relazioni dose-effetto per:

le abitazioni con speciale insonorizzazione quali definite nell’allegato VI;

le abitazioni con una facciata silenziosa quali definite nell’allegato VI;

climi/culture diversi;

gruppi vulnerabili della popolazione;

rumore tonale dell’attività industriale;

rumore impulsivo dell’attività industriale e altri casi speciali.

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